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Gian Mario
Inzaina artigiano del legno.
Ginepro, olivastro, mandorlo, ciliegio,radica. Ma anche,
perchè no, il faggio e la quercia. Sono i materiali del
sogno, che Gian Mario Inzaina usa per le sue creazioni:
"forme senza tempo", le definisce per un artigiano d'
autore che non teme la concorrenza del fatto in serie.
" Un' altra dimensione- spiega lui nell' atelier di via De
Filippi a Olbia- Un impegno diverso di creatività, che i
clienti apprezzano". 39 anni, di Telti, Inzaina non poteva
che essere nato in Gallura. La terra del ginepro e del
vento, appunto. I ciocchi e le radici di questo materiale
nobile sono i protagonisti del suo lavoro: tavoli,
innanzitutto, ma anche comodini, sedie, letti, appendiabiti,
mobili del vivere quotidiano: " Tutto nasce per caso -
spiega lui, adesso- Tutto nasce dalla scelta del pezzo
unico. Che magari intravedo in campagna, abbandonato, oppure
ritrovo fra i resti di un incendio. Un ciocco di legno, che
il fuoco a devastato ma non vinto, diventa protagonista del
mio lavoro".
La tecnica è quella cosiddetta "a filolucido", che permette
una valorizzazione estrema del materiale, senza intervento
di macchinari. Il laboratorio di Inzaina, com' è naturale, è
anch' esso a Telti: "Mi ispira la natura selvaggia della mia
terra. Gli inserimenti, sul legno, avvengono con
discrezione: ottone,rame, ferro,acciaio, magari, e poi il
felice connubio con il vetro".
Nascono piccoli capolavori che seducono. La manualità, come
segreto che si tramanda da generazioni. Ma anche, l'
eccellenza del materiale. Certo, la vetrina della Costa
Smeralda: "Indubbiamente, un punto felice per proporsi-
aggiunge lui- Ma la passione che anima gli artigiani sardi è
quella vera, non è solo un' astuzia commerciale".
Il successo, chiamatelo come volete, pian piano è arrivato.
Dopo dieci anni di lavoro e di intuizioni, l' atelier di via
De Filippi è oggi frequentato e apprezzato da architetti e
professionisti dell' interior design." La semplicità come
scelta che mi caratterizza, il rispetto delle forme nostre e
dei colori sardi. Tanti hanno capito". |
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